Discussion:
Abitabilità opere condonate
(troppo vecchio per rispondere)
fulven
2004-11-02 17:38:22 UTC
L'art. 35 della L. 47/85 al comma 14 diceva che a seguito della c.e. o a.e.
in sanatoria veniva rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità
anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari.
Successivamente la circolare 06027/26 del 9.9.86 pareva chiarire che doveva
non essere in contrasto con la legge Merli. Poi nel 1999 il Consiglio di
Stato con sentenza 414, confermata dalla 2140/2204, affermava che dovevano
essere garantiti sufficiente aerazione e illuminazione e comunque la salute
del cittadino (quindi prosciugamento dei muri, ecc.).
Ora, visto che oggi dobbiamo attestare noi i requisiti igienico-sanitari, mi
domando: quali sono i requisiti fissati da norme regolamentari a cui posso
derogare? Che significa garantire sufficiente aerazione?
Ho visto che il Comune di Roma ha fissato nel 1999 dei parametri tecnici
(leggo ad esempio altezza minima 2,20 - salvo sottotetti - rapporto a.i.
1/12, ecc.). Il mio comune è latitante. Dovendo presentare una attestazione
di abitabilità Vi chiedo se da Voi ci sono usi codificati o meno. Oppure le
Vs. esperienze. Grazie mille per la Vs. risposta
Saluti e buon lavoro a tutti
fulven
Andrea Zanini
2004-11-04 08:19:15 UTC
Post by fulven
L'art. 35 della L. 47/85 al comma 14 diceva che a seguito della c.e. o a.e.
in sanatoria veniva rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità
anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari.
Successivamente la circolare 06027/26 del 9.9.86 pareva chiarire che doveva
non essere in contrasto con la legge Merli. Poi nel 1999 il Consiglio di
Stato con sentenza 414, confermata dalla 2140/2204, affermava che dovevano
essere garantiti sufficiente aerazione e illuminazione e comunque la salute
del cittadino (quindi prosciugamento dei muri, ecc.).
Ora, visto che oggi dobbiamo attestare noi i requisiti igienico-sanitari, mi
domando: quali sono i requisiti fissati da norme regolamentari a cui posso
derogare? Che significa garantire sufficiente aerazione?
Ho visto che il Comune di Roma ha fissato nel 1999 dei parametri tecnici
(leggo ad esempio altezza minima 2,20 - salvo sottotetti - rapporto a.i.
1/12, ecc.). Il mio comune è latitante. Dovendo presentare una attestazione
di abitabilità Vi chiedo se da Voi ci sono usi codificati o meno. Oppure le
Vs. esperienze. Grazie mille per la Vs. risposta
Saluti e buon lavoro a tutti
fulven
Se il tuo Comune non dispone niente in materia ti resta:
1) Da verificare cosa dispone il Regolamento Locale di Igiene (lo trovi
sia all'ASL che in Comune);
2) se il Regolamento Locale di Igiene nulla dispone in merito (ma è molto
difficile) allora fai riferimento ai disposti del D.M. 05.07.1975
"Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20.06.1896 relativamente
all'altezza ed ai requisiti igienico sanitai principali nei locali di
abitazione".
3)Sappi comunque che la autocertificazione che viene fatta dal tecnico in
sede di agibilità (ex DPR 425/94 ora Testo unico dell'Edilizia: DPR
380/2001) trovano origine nel Testo unico delle Leggi sanitare: Regio
Decreto 1265 del 1934.
Ciao
Buon Lavoro
Andrea Zanini
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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fulven
2004-11-04 09:04:59 UTC
Il problema è un altro....forse non mi sono spiegato bene.
Dovendo certificare l'abitabilità di un'opera condonata e che non ha i
requisiti igienico-sanitari previsti dal R.E. (a cui si attiene l'Asl) e dal
D.M. 5.7.75 (ho altezza dei vani 2,30, r.a.i. inferiore ad 1/8), come
faccio, io, a giudicare a priori se i requisiti che possiede l'opera
garantiscono comunque sufficiente aerazione e illuminazione? (come dicono
ormai le sentenze del C.d.S).
L'unica cosa da fare è chiedere un parere preventivo all'Asl, cosa che farò,
ma volevo andarci con qualcosa di concreto del tipo: nel Comune X procedono
in questo modo....
Tutto qui.
Comunque grazie a te, dell'interessamento.
fulven
Post by Andrea Zanini
1) Da verificare cosa dispone il Regolamento Locale di Igiene (lo trovi
sia all'ASL che in Comune);
2) se il Regolamento Locale di Igiene nulla dispone in merito (ma è molto
difficile) allora fai riferimento ai disposti del D.M. 05.07.1975
"Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20.06.1896 relativamente
all'altezza ed ai requisiti igienico sanitai principali nei locali di
abitazione".
3)Sappi comunque che la autocertificazione che viene fatta dal tecnico in
sede di agibilità (ex DPR 425/94 ora Testo unico dell'Edilizia: DPR
380/2001) trovano origine nel Testo unico delle Leggi sanitare: Regio
Decreto 1265 del 1934.
Ciao
Buon Lavoro
Andrea Zanini
--
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Andrea Zanini
2004-11-04 09:25:36 UTC
Post by fulven
Il problema è un altro....forse non mi sono spiegato bene.
Dovendo certificare l'abitabilità di un'opera condonata e che non ha i
requisiti igienico-sanitari previsti dal R.E. (a cui si attiene l'Asl) e dal
D.M. 5.7.75 (ho altezza dei vani 2,30, r.a.i. inferiore ad 1/8), come
faccio, io, a giudicare a priori se i requisiti che possiede l'opera
garantiscono comunque sufficiente aerazione e illuminazione? (come dicono
ormai le sentenze del C.d.S).
L'unica cosa da fare è chiedere un parere preventivo all'Asl, cosa che farò,
ma volevo andarci con qualcosa di concreto del tipo: nel Comune X procedono
in questo modo....
Tutto qui.
Comunque grazie a te, dell'interessamento.
fulven
Credo che dovresti parlare con qualche tecnico comunale che abbia un pò
più di esperienza di me.
Da quel però che ricordo (ho toccato molto marginalmente il periodo del
Condono L. 724/94) c'è da fare una distinzione:
- concessione/permesso di costruire in sanatoria: devi avere i requisiti
igienico sanitari imposti dalle normative;
- condono edilizio: è una mera formalità, e non sei tenuto ad avere tali
requisiti: ricordo che nel Comune Tal dei Tali le prime pratiche di
condono del 1985 (e successivamente la lezione imparata è stata tenuta
buona anche per quello del '94) venivano mandate all'ASL per il parere,
che prevedeva sempre delle prescrizioni, e talvolta non era favorevole. Il
Comune era gioco forza tenuto ad ignorarlo perchè chi ha pagato
l'oblazione ha il diritto/dovere di vedersi legittimato quanto ha
costruito (savo casi limitati), ed infatti dopo un pò si era dedicato
all'esame del solo aspetto urbanistico dei progetti e non più di quello
igienico sanitario.
Quindi sarebbe già un eccesso di zelo dichiarare che l'opera è conforme al
progetto presentato, che i muri sono convenientemente prosciugati e gli
ambienti salubri (come prevedeva il RD 1265/34 e poi il DPR 425/94).
Dato atto che i rapporti aeroilluminanti sono suscettibili di deroga del
Sindaco in tempi normali, figuriamoci se non sono automaticamente
ricompresi in deroga dello Stato in fase di Condono.
(Era questa la ragione per cui l'aspetto igienico sanitario delle pratiche
di condono dopo un pò è stato automaticamente ignorato: il condono poteva
essere rifiutato solo per motivi urbanistici!).
Ciao.
--
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